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Verifica sicurezza email di un dominio

Controlla se un dominio è protetto dalle email falsificate: SPF, DKIM, DMARC e server di posta, letti dal DNS pubblico.

Cosa controlla lo strumento

Legge dal DNS pubblico i record che i server di posta consultano prima di accettare un messaggio. Verifica che l'SPF esista, sia unico e non superi il limite di 10 interrogazioni DNS; che il DMARC abbia una politica efficace; che ci siano chiavi DKIM tra i selettori più usati e che non siano troppo corte. Controlla anche i server che ricevono la posta del dominio e le protezioni facoltative MTA-STS, TLS-RPT e BIMI.

SPF: chi può inviare email per il tuo dominio

L'SPF è un record TXT che elenca i server autorizzati a inviare posta con il tuo dominio nel mittente. Un esempio per chi usa Google Workspace è v=spf1 include:_spf.google.com ~all; con Microsoft 365 l'include è spf.protection.outlook.com, con la posta di Aruba _spf.aruba.it. Se usi più servizi, per esempio la casella dell'hosting e una piattaforma per le newsletter, i loro include vanno uniti in un solo record: due record SPF separati rendono l'SPF non valido.

La parte finale dice cosa fare con gli altri server: -all li rifiuta, ~all li segnala come sospetti. Ogni include, a e mx costa un'interrogazione DNS, e oltre le 10 il record viene scartato: è un errore frequente quando si aggiungono servizi nel tempo.

DKIM: la firma digitale delle email

Con il DKIM il server che invia firma ogni messaggio con una chiave privata, e pubblica la chiave per verificarlo in un record DNS del tipo selettore._domainkey.esempio.it. Il destinatario controlla la firma e sa che il messaggio non è stato alterato durante il viaggio. La chiave si attiva dal pannello del provider di posta, che indica il record da pubblicare. Oggi si consigliano chiavi RSA da 2048 bit.

DMARC: cosa fare con le email falsificate

Il DMARC collega SPF e DKIM al mittente che vede chi legge, e dice ai server cosa fare quando la verifica fallisce. Si pubblica come record TXT su _dmarc.esempio.it, per esempio v=DMARC1; p=quarantine; rua=mailto:dmarc@esempio.it. La politica p=none serve solo a osservare, quarantine manda nello spam i messaggi falsificati e reject li rifiuta. L'indirizzo in rua riceve ogni giorno i report dei grandi provider con l'elenco dei server che hanno usato il tuo dominio.

Come mettere in sicurezza la posta del tuo dominio

Prima elenca tutti i servizi che inviano email a tuo nome: casella di posta, gestionale, fatturazione, newsletter, modulo contatti del sito. Poi pubblica un unico SPF che li includa tutti e attiva il DKIM su ciascuno. Aggiungi un DMARC con p=none e un indirizzo per i report, controlla i report per qualche settimana e correggi i servizi che non superano le verifiche. Infine passa a quarantine e poi a reject. Se un dominio non invia mai posta, proteggilo comunque con v=spf1 -all e un DMARC con p=reject: è il bersaglio preferito di chi falsifica email.

Domande frequenti

Perché le mie email finiscono nello spam?

Una delle cause più comuni è un dominio senza SPF, DKIM o DMARC, o con record sbagliati: il server destinatario non riesce a verificare che il messaggio venga davvero da te. Contano anche la reputazione del server di invio, il contenuto del messaggio e gli invii a indirizzi inesistenti.

Gmail e Yahoo richiedono SPF, DKIM e DMARC?

Sì. Dal 2024 chiunque invii a caselle Gmail e Yahoo deve avere almeno SPF o DKIM, e chi invia più di 5.000 messaggi al giorno deve avere SPF, DKIM e un record DMARC. Senza, i messaggi vengono rifiutati o finiscono nello spam.

Quale politica DMARC conviene usare?

Si parte con p=none e un indirizzo per i report (rua), per qualche settimana: i report mostrano tutti i servizi che inviano a nome del dominio. Quando sono tutti in regola con SPF e DKIM, si passa a p=quarantine e infine a p=reject, che dà la protezione piena.

Perché lo strumento non trova la chiave DKIM?

Le chiavi DKIM si trovano solo conoscendo il loro nome, il selettore, e il DNS non permette di elencarle. Lo strumento prova i selettori più usati; se il tuo provider ne usa un altro, cercalo nell'intestazione DKIM-Signature (campo s=) di un'email inviata dal dominio e inseriscilo nel campo Selettore.

Lo strumento invia email o modifica il mio dominio?

No. Legge soltanto i record pubblici del DNS, gli stessi che consulta qualsiasi server di posta prima di accettare un messaggio. Non invia email e non modifica nulla.

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